Mercoledì scorso si è svolto un nuovo incontro al centro Argento Vivo di Magliana Solidale con i nostri  amabili amici (a questo link il report precedente). L’Apebook è arrivata fin quasi all’ingresso del casale.

Erano in molti il 18 dicembre al centro, anche per festeggiare le prossime festività con uno spettacolo di buon augurio.

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E’ stato sorprendente ascoltare i loro racconti, mentre erano intervistati da noi e dagli operatori del centro, anche per completare il questionario che avevamo preparato. Hanno ricordato il loro arrivo a Roma, chi a Magliana, chi al Trullo, chi a Portuense/Monteverde, chi alla Parrocchietta, con le famiglie, i genitori, il marito, qualcuno già con i figli. Qualcuno è giunto, per esempio al Trullo, durante il periodo fascista, rimpatriando dalla Francia poco prima dello scoppio della II guerra mondiale, chi dall’Abruzzo, dalle Marche, dalla Campania, da altre regioni.

Per la maggior parte di loro arrivare a Roma, soprattutto dopo la ricostruzione, nei primi anni sessanta del Novecento, ha voluto dire cambiare mentalità, abitudini, lavoro, per lo più contadino, quindi trovare nuove occupazioni: nel campo dell’edilizia, nel commercio, come collaboratori/collaboratrici domestici, come cuochi, impiegati … Per le donne la via è stata quasi sempre quella del matrimonio, della cura in famiglia con i figli da accudire, quindi il lavoro di casalinghe, al tempo stesso mettendo in gioco i propri talenti: nel cucito, nella cucina, nella scrittura (poesie, racconti, diari). Alcuni, più fortunati, hanno studiano oltre le elementari e la scuola secondaria. Tra loro un ingegnere che ha lavorato per le ferrovie, ma non solo, viaggiando molto all’estero, che ha disegnato molte case costruite a Monteverde; poi impiegati, ragionieri, e, tra i più creativi, un restauratore appassionato di mobili antichi, di origine napoletana.

I loro racconti si sono svolti tra la declamazione di poesie (incredibile la loro memoria e la bravura nell’interpretarle!) sia proprie, sia di altri poeti (Totò, Trilussa, Carducci …), e le citazioni o le riflessioni di carattere filosofico. Tra loro un vero e proprio filosofo! Ricorda poco di sé, ma moltissimo delle sue letture filosofiche e di scienza della filosofia!

Tra gli scrittori preferiti, per chi – ma non i più – ha amato e continua ad amare la lettura, Alessandro Manzoni, Dante Alighieri, Silvio Pellico, Aristotele, Socrate e Platone, perfino Stephen King e i romanzi o i saggi storici e politici. Le “ragazze” ricordano fiabe e proverbi, poesie, libri di ricette… Molte scrivono un diario. La musica è amata da tutti. Il cinema forse meno, ma alcuni colossal hollywoodiani sono evocati da tutti (Ben Hur, Cleopatra, ma anche Via col Vento, e film italiani, Catene, Poveri ma belli …). Poi la televisione, e la radio.

Qualcuno ha ricordato la propria terra lontana con commozione (Perù), altri la mancanza di spazi per divertirsi in città, nei nuovi quartieri, quando erano tanti tanti bambini, a giocare tutti insieme nei cortili o in strada.

La mattina è volata con i loro racconti e le loro performance, che non sono finite lì…

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Sono voluti andare fuori per esplorare la bibliomediateca dell’Apebook e in molti hanno voluto libri in prestito e quaderni su cui scrivere e raccontare storie. Preziosi omaggi del nostro editore sponsor, Effigi edizioni di Mario Papalini.

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Siamo rimaste incantate ad osservare tutti loro intenti a curiosare nell’ape, a prendere libri, a sfogliarli e a volerli, a ricevere la tesserina della biblioteca, a guardare le immagini dei film documentari e dei cinegiornali che nel frattempo  scorrevano sullo schermo all’interno del cinemobile.

Abbiamo poi avuto il privilegio di condividere il pranzo natalizio con loro e per questo ringraziamo ancora le operatrici che ci hanno accolto, invitato, ospitato con calore.

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Dopo pranzo abbiamo assistito alle loro performance: canti, stornelli, balli, declamazioni, anche accorate, dedicate ai propri paesi di origine.

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A malincuore li abbiamo salutati, dopo aver parlato anche con i loro famigliari, ricordando di portare, al prossimo incontro, l’8 gennaio 2020, le loro foto ricordo.

L’Apebook si è diretta “a tutto gas” alla Magliana Nuova, alla scuola Sandro Onofri, dove nel pomeriggio abbiamo ritrovato i nostri amici bambini e adolescenti, seguiti da Chiara ed Emanuele, del Cag gestito gratuitamente dalla Cooperativa Magliana Solidale.

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Anche qui abbiamo concluso le interviste/questionari con alcuni ragazzi.

Emerge il dato non proprio confortante del disamore della maggior parte di loro per la lettura, di qualunque tipo, forse escludendo il fantasy e l’horror, in alcuni casi. Il cinema come spettacolo è amato, ma frequentato di rado, mentre le fiction su Netflix e altre piattaforme, come YouTube, sono le predilette.

Pur constatando ancora la difficoltà ad aggregare ragazzi di età differenti, di provenienze scolastiche diverse, e a coinvolgerli, alla fine di una giornata trascorsa a scuola e nel pomeriggio a svolgere i compiti, stavolta abbiamo registrato un’attenzione maggiore. Si è parlato di fotografia, di linguaggi diversi dallo scritto e il parlato, sono stati invitati a cercare, e trovare, anche nei dettagli, apparentemente insignificanti, all’interno delle loro case, visioni buffe, inaspettate, che con l’immaginazione possano trasformarsi in altro: la rubinetteria che diventa il muso di un elefante, piatti e posate che si compongono a formare volti… inoltre a riconoscere la bellezza di un ritratto colto all’improvviso in una foto mentre una bimba urla, giocando, sullo sfondo bianco abbacinato di un tendaggio avviluppato intorno al suo corpo.

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Sono stati invitati, durante le festività a documentare con fotografie, aspetti e dettagli insoliti all’interno delle proprie abitazioni, ma anche a cercare foto di famiglia e a raccogliere storie dai loro nonni e genitori.

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Anche loro, in piccoli gruppi, hanno incontrato l’ #apebook in strada, all’ingresso dell’edificio scolastico. E’ esplosa inaspettata la loro meraviglia e finalmente anche attenzione e curiosità. E’ stato detto loro che avrebbero potuto prendere e sfogliare i libri, averli in prestito, non necessariamente leggerli, nel caso non li trovassero interessanti (il grande Pennac insegna, in Come un romanzo), ad aprirli anche solo per guardare le illustrazioni, a riportarli e a prenderne altri, senza giudizi, senza voti, senza riassunti o altro. E sono fioccate le tessere!

***

Giovedì 19 dicembre siamo approdati alle Officine culturali InsensInverso, con gli appassionati volontari che insegnano la lingua italiana agli abitanti della Magliana di origine straniera, quasi tutte donne con i loro bambini. Anche qui abbiamo dovuto completare le nostre interviste/questionari di conoscenza. Pur non padroneggiando la lingua italiana tutte le giovani donne provenienti da paesi diversi, soprattutto il Bangla Desh, si sono impegnate con grande partecipazione, attenzione, volontà di capire ed entrare in relazione con noi (e viceversa).

Abbiamo loro proposto un film, Essere donne di Cecilia Mangini, del 1964, di grande importanza, nella storia del cinema documentario e d’inchiesta, per tutte le questioni femminili affrontate, che hanno anticipato, all’epoca, i movimenti per i diritti delle donne, il femminismo in Italia. Il film ha suscitato domande e riflessioni, confronti sulle condizioni attuali delle donne migranti in Italia, sui loro bisogni e sogni, anche di una casa diversa, più bella, di maggiori servizi, di lavoro… Ci hanno toccato i loro sguardi e i loro sorrisi, tra l’accettazione e la speranza.

Le nostre due giornate si sono concluse partecipando alla festa d’inverno delle donne di InsenIverso.

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Le abbiamo seguite nel gioco della tombola, che i loro amici e angeli custodi di InsenInverso avevano preparato a misura, tenendo conto delle loro conoscenze della lingua italiana. Tutte hanno cucinato piatti tipici dei loro paesi e il buffet era uno spettacolo solo a guardarlo.

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Il nostro personale arricchimento ad ogni incontro è un dono sempre più grande e prezioso.

Rivedremo tutti tra l’8 e il 9 gennaio 2020, insieme all’Apebook!

Grazie e buon anno nuovo!

 

 

 

 

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