Arrivare a Magliana la mattina di un qualsiasi giorno feriale è come attraversare un confine temporale, dagli anni 2000 agli anni settanta/ottanta del Novecento.

 

 

Eccoci, in rappresentanza dell’Aperossa, ora APEBOOK, dell’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, ad attraversare piazza Fabrizio De André, a incontrare gli amici del Comitato di quartiere, del Centro culturale Nenni e a chiedere la loro collaborazione, intanto per le iniziative di raccolta di foto, libri, testimonianze sul quartiere, pubbliche e private…. un lavoro che sarà pianificato insieme agli altri partner del progetto, in una serie di date prossime.

antonio_facciolo
Antonio Facciolo, Presidente del Comitato di quartiere della Magliana

e i suoi amici

tra cui il responsabile del Centro culturale Nenni, Luciano Gallo

Luciano Gallo

Arriviamo alla sede di INsensINverso e qui inizia realmente la nostra prima avventura.

Monica

Una sede straordinaria, piena di colori, di fantasia, di giochi, di oggetti e manufatti artistici, di musica, di tanti libri, loro e incrementati dall’APEBOOK, con una cucina, un teatro/cinema, un salotto, un’aula con banchi per studiare, letti e divani per riposare…

insensoinverso_libri4

 

 

Incontriamo la mattina Linda, ex maestra e volontaria che insegna alle donne migranti l’italiano, e il pomeriggio Gigliola, pittrice, ex insegnante e volontaria anche lei, al lavoro entrambe con le donne di altri paesi che vivono a Magliana.

Linda

IMG_20191107_204002_512
Gigliola e Alice
IMG_20191107_203049_521
Laboratorio di lettura e scrittura per imparare l’italiano

Siamo Monica, Alice e la sottoscritta, Letizia, responsabili del progetto per l’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico e siamo lì, accolte dalle nostre amiche partner e dalle donne migranti con i loro bambini, a cui iniziamo a raccontare di noi e della nostra iniziativa con e per loro. Dall’educazione alla lingua italiana, alla scrittura, alla comprensione di testi non solo verbali e scritti, ma anche di immagini, fotografie e cinema, media, per arrivare insieme a raccontare storie usando tutti i linguaggi e realizzando prodotti multimediali… ma una cosa per volta!

 

Intanto iniziamo a conoscerle, le donne, quasi tutte trentenni, con bambini, da 1 a tre per lo più, provenienti dall’Egitto, dal Bangla Desh, dall’India, dalla Bulgaria, dalla Nigeria, dallo Shri Lanka. Ci sono anche due rappresentanti maschili, un ragazzo dello Shri Lanka e un giovane uomo, disoccupato, del Bangla Desh.

linda

Fotografiamo alcuni momenti degli incontri, chiedendo il permesso, che verbalmente ci viene dato (pronte a togliere le immagini qui pubblicate, in caso di ripensamento).

Nessuna delle donne presenti (una ventina in tutto, nella giornata di ieri, tra quelle del corso della mattina e quelle del pomeriggio) lavora al di fuori della famiglia. La maggior parte ha studiato nel proprio paese e qualcuna è laureata, addirittura in Economia e Finanza. Ad esclusione di quest’ultima, del Bangla Desh, nessuna/nessuno di loro legge, non hanno tempo, voglia, curiosità… a parte i libri per bambini, per i loro figli. Non leggono giornali, né romanzi, né periodici… nulla. Leggono molta pubblicità italiana, su volantini, manifesti, depliant…. e forse così imparano molte parole italiane, a loro utili per la spesa e altri fabbisogni.

insensoinverso_sede

Non vanno al cinema, ma guardano, in televisione, per lo più sul cellulare collegato o dal pc, i film del loro paese, o alcune serie.

La maggior parte è di religione musulmana, alcune Sikh.

Sono incuriosite da noi e dal nostro progetto. Alcuni loro bambini, presenti e molto curiosi, vogliono partecipare alla realizzazione di un film e fare gli attori. Sono curiose di vedere e comprendere la lingua italiana anche attraverso i media e il cinema, documentario nel caso nostro.

Leggendo i loro pensierini scritti, le parole e le frasi che debbono imparare, si inizia anche una discussione sul lavoro di economia domestica che svolgono, sul loro tempo e sui loro bisogni. Ci vengono in mente molti film documentari (li stiamo preparando nella sezione Risorse e Contesti) che potremmo far loro vedere e racconti da leggere insieme. I loro mariti lavorano quasi tutti fuori casa (camerieri, operatori in associazioni sociali, responsabili di internet point e lavanderie, nell’edilizia, cuochi).

Alcune raccontano del proprio matrimonio, quasi sempre combinato, e di come, prima ancora delle nozze, si stipuli un vero e proprio contratto tra le due famiglie dei futuri sposi (soprattutto in Bangla Desh) che prevede tutto, o quasi…. Nelle loro religioni, musulmana in particolare, il Corano è citato come il testo che detta anche le leggi: il marito non deve maltrattare la donna ed è consentito separarsi e divorziare anche su richiesta della donna, in caso di violenza, tradimento, o se non si va più d’accordo. La donna deve essere aiutata se non lavora ed è separata. Argomenti da approfondire, ma sembra che tutte loro tengano particolarmente a sottolineare l’importanza del proprio ruolo nella società di origine, il fatto che siano rispettate, considerando come forme devianti, presenti ovunque e in ogni società, maltrattamenti o la non considerazione della figura femminile. Forse hanno ragione…

Si parla di cucina, di piatti tipici, del significato dei loro nomi personali, Paradiso, Gioia, Bellezza, Cavaliere, Asia, Saggezza… Parliamo anche dei nostri nomi e le salutiamo ringraziandole.

Gli incontri con le donne migranti proseguono. Monica, venerdì 8 novembre, segue il corso di italiano di Ugo, ex insegnante di matematica in pensione, volontario anche lui e “militante” presso INsensInverso.

La situazione in questo caso è più “evoluta”, nel senso che le donne partecipanti parlano la lingua italiano a un livello superiore rispetto alle due classi precedenti. Sono circa quindici donne tra i venti e al massimo quaranta anni, quasi tutte con più di un figlio. La maggior parte proviene dal Bangla Desh ed è casalinga.

Altre giovani donne sono egiziane, una colombiana.

In Italia non lavorano. Gianna della Colombia era infermiera nel suo paese ed è da poco in Italia. Quasi tutte hanno aspirazioni diverse e si proiettano con i loro sogni e progetti nel mondo del lavoro in Italia. Chi vorrebbe diventare maestra, chi frequentare l’università nel nostro paese.

Oggi hanno iniziato con un esercizio sugli aggettivi.

Ugo è partito da un foglio con illustrati gli aspetti caratteriali di ogni segno zodiacale.

Ogni donna ha letto gli aggettivi relativi al proprio proprio segno, provando a spiegarne il significato in italiano, parlando così anche di loro stesse.

Questi gli aggettivi analizzati:

IMPULSIVO

CORAGGIOSO

GELOSO

AUTORITARIO

SOLARE

FIERO

ESTETA

E’ stato bello, e anche emozionante vedere come queste giovani donne si mettessero in gioco descrivendo se stesse , contemporaneamente i propri sentimenti ed emozioni

Sulla gelosia ognuna ha tirato fuori qualcosa. E le giovani musulmane hanno dichiarato che nonostante la religione consenta la poligamia, loro erano contrarie!

Sul coraggio, una delle ragazze ha confessato di avere paura del padre. “In Italia, le ha risposto Ugo, un tempo era così, le figlie in particolare temevano l’autorità del padre. Ora le cose sono cambiate”.

Ugo ha riferito a Monica di aver fatto un esercizio analogo in un’altra lezione utilizzando un sostantivo: superstizione (e sono venute fuori superstizioni comuni e altre che variano di paese in paese).

Ci sono stati momenti di ilarità e di confronto giocoso tra le giovani donne.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Ha stupito noi tutte verificare come le donne, tra donne, diverse per storie, provenienza, mentalità, … in occasioni particolari, comunque pubbliche, possano aprirsi, raccontarsi, mostrarsi.

Tante le idee emerse pian piano pensando ai laboratori di genere con loro. L’idea prevalente, che deriva soprattutto dalle suggestioni di Monica, è quella di organizzare, oltre delle letture, delle “pillole” di immagini tratte da film diversi, ognuna su un tema o parola/chiave, una sorta di abbecedario della vita quotidiana, ma anche di quella trascorsa. I brani di film a tema potrebbero essere organizzati in una timeline temporale e geografica al tempo stesso, con una localizzazione sia italiana, sia relativa ai paesi di origine delle donne. Naturalmente, seguirebbe il famigerato “dibattito” che, ne siamo certe, queste giovani donne saprebbero trasformare in una grande occasione di incontro e di … educazione all’ascolto :).

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...